LORO

LORO è il film di Paolo Sorrentino uscito nelle sale italiane in due capitoli ad aprile e a maggio del 2018. Il regista premio Oscar prova a raccontare la storia di Silvio Berlusconi nei primi anni del 2000, nel periodo che va delle elezioni politiche del 2006 fino alla risalita al colle nel 2008, quando Prodi viene sfiduciato grazie al passaggio di sei senatori dal centrosinistra al centrodestra. La vicenda della corruzione dei sei senatori da parte del leader di Forza Italia è solo uno degli episodi noti della vita di Berlusconi che si raccontano nel film. Si narra della partecipazione alla festa della neo diciottenne Noemi Letizia, delle cene con le escort procurate da Gianpaolo Tarantini, del rapporto con Mariano Apicella e del terremoto dell’Aquila ad aprile del 2009.

E in questo via vai di ballerine, pasticche e animali in cattività che un po’ richiamano la Grande Bellezza del regista stesso e un po’ il Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, Sorrentino ci parla di LORO, i politici, gli imprenditori, i produttori e tutti gli uomini del suo entourage, una classe di corrotti uniti da paure e bisogni simili, che Berlusconi sa calmare e soddisfare.

Alcuni ne diventano la copia, come Ennio Doris, l’imprenditore veneto fondatore e presidente di Banca Mediolanum e socio in affari storico di Silvio, nel film interpretato dallo stesso Tony Servillo; altri cercano di restare se stessi, come i conduttori e i produttori che Silvio ha il potere di rimuovere dagli incarichi o di scavalcare per piazzare una delle sue escort in TV.  Nessuno di questi può prescindere dalla presenza di Berlusconi nella propria vita, per chiedere prestiti o per tenersi il posto di lavoro, per saldare i debiti e conservare il proprio impero. Sono i LORO che la gente comune emula e invidia, e a cui i più coraggiosi cercano di arrivare. Come Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese interpretato da Riccardo Scamarcio, a cui Sorrentino dedica ampio spazio nel primo capitolo del film, deciso ad entrare nelle stanze del potere e convinto che per farlo non serva nessuna preparazione se si procura al premier qualche escort addestrata in più.

Quelli meno sfacciati e ambiziosi di lui restano a casa, coltivando i propri sogni di grandezza guardando una fiction.

Ma non sono solo questi i LORO di cui parla il regista, perché nel film ci sono anche e soprattutto LORO due, Veronica e Silvio, una coppia di sposi stanchi che si è amata ma che non si parla più. Nel raccontare la relazione tra i due, Sorrentino traccia il quadro psicologico di un uomo che non si sente più amato e che, pieno di insicurezze, cerca di riconquistare sua moglie con i mezzi che meglio conosce: gli oggetti, le sorprese, gli spettacoli, le canzoni, i vulcani, i templi artificiali costruiti sui prati di Villa Certosa per accomodare le passioni esotiche di Veronica. Ma LEI non è come LORO.

Sorrentino, che aveva incontrato l’attrice emiliana per due volte durante la scrittura del film grazie alla mediazione della giornalista autrice della biografia autorizzata Tendenza Veronica, Maria Latella, ritrae una donna dolce, triste e affranta, che lentamente sta perdendo la pazienza e la forza di restare accanto a un uomo che non stima, per cui né l’amore né il ricordo di esso bastano più, e che a differenza degli altri non è corruttibile con una mazzetta. Perché era stato l’unica ad averlo amato per quello che era.

“Silvio, mi sono innamorata di te”, dichiara una Veronica Lario giovane e acerba in una scena in cui mostra 20 anni di meno. “Perché mi ero innamorata di te”, risponde quando Silvio le chiede perché era rimasta con lui per tanto tempo nonostante ne pensasse tutto il male. Per amore. E quando anche questo viene meno, l’universo di Silvio vacilla, tanto da spingerlo a ricercare il volto e la freschezza di quella attrice in tutte le “bambine” di cui si fa circondare.

“Tutte le tue escort assomigliano a Veronica”, fa notare Fedele Confalonieri a Berlusconi poco dopo aver ascoltato lo sfogo di un uomo che non si sente apprezzato da nessuno.

Silvio è stanco, non accetta le sconfitte e lo scorrere del tempo, non accetta la sua vecchiaia e per questo prova insistentemente a mostrarsi giovane. Al vertice delle Nazioni Unite di New York, dove è obbligato ad evitare le battute e le pacche sulle spalle per intimazione degli altri leader mondiali, preferisce la festa di 18 anni di Noemi Letizia a Napoli, dove può dispensare pacche, sorrisi, canzoni e milioni in cambio di devozione. Che non saprebbe come ottenere da Barack Obama o da Angela Merkel, perché nemmeno con questi i suoi mezzi funzionano.

Chi ama Silvio?

Non restano che LORO,  gli “italiani”, gli elettori, il suo popolo, addestrato davanti alle TV fin dagli anni ’90 e pronto ad aprire un mutuo per cercare di assomigliare ai personaggi del piccolo schermo, o a vendersi la figlia per ottenere un favore o un oggetto in più.