Heroes

by Marta Vigneri

A differenza di quella dell’ultimo post, la mia ultima ossessione è una canzone.

L’ho riscoperta da poco, quando a Bari Ernesto Assante e Gino Castaldo davano una “Lezione di Rock” su David Bowie. E’ stata scritta a Berlino, alla fine degli anni ’70, nel tempo e nel luogo in cui le storie del mondo si davono appuntamento, e la musica cresceva rigogliosa a ridosso di un muro.

La scena rock si nutriva del passaggio di artisti inglesi, che lì emigravano quando Londra iniziava a essere occupata dalle avanguardie progressive, come quella dei Pink Floyd.

E’ a Berlino che David Bowie, di ritorno dagli Stati Uniti, incontra Brian Eno e Iggy Pop, con cui condivide un appartamento a Schoneberg, a ovest della città. Gli studi dove registravano i loro pezzi, gli Hansa studio, affacciavano su un tratto del muro, da cui probabilmente Bowie e Eno trovarono ispirazione per comporre Heroes.

Immaginano due amanti stare al fianco del muro, con i fucili che sparano sulle loro teste, baciarsi come se niente fosse.

I can remember

standing by the wall

and the guns shot above our heads

and we kiss

as though nothing could fall.

Piuttosto che di un amore romantico, Heroes parla di una rivoluzione. Che, diversamente da quelle del tempo, non avveniva da un lato o dall’altro del muro, ma sotto di esso.

Era il ’77, in Occidente i movimenti di protesta si stavano adattando a eventi e scenari diversi da quelli che li avevano animati fino ad allora. Negli Stati Uniti la cultura Hippie stava tramontando insieme alla fine della Guerra in Vietnam, in Italia i moti studenteschi erano implosi sotto i colpi degli attentati e delle stragi di Piazza.

A Est, la Rivoluzione Culturale Cinese si rivelava per quello che era stata: un tentativo imposto di reprimere il cambiamento. E si concludeva insieme alla morte di Mao.

A Berlino, al centro del mondo diviso, Heroes parlava di una sfida a quel mondo che invece poteva essere vinta per sempre, rendendo i suoi autori eroi, ma solo per un giorno.

Oh we can beat them, for ever and ever

Then we can be heroes, just for one day

Di un amore eterno e insieme fugace, ma non occasionale, né effimero. Di un’eternità che in quella fugacità si compiva, e che esisteva anche se, o forse proprio perchè, circoscritta.